Biella è a novanta minuti di auto da Milano. Ci andiamo a gennaio, a maggio e a settembre, per vedere i campionari e ordinare i tessuti delle collezioni successive. È un lavoro noioso e indispensabile.

Perché Biella

La valle del torrente Cervo ha acqua dolce e povera di calcare, ideale per lavare la lana. Per questo dal Medioevo qui si tesse, e oggi qui si producono i tessuti di lana migliori del mondo. Le grandi maison francesi e inglesi comprano qui; noi anche, in quantità molto più piccole.

Come scegliamo

Ogni tessuto viene prima ordinato in un taglio di prova di tre metri. Ne facciamo un capo campione, lo portiamo per un mese, lo laviamo, lo stiriamo. Solo se passa la prova ordiniamo la pezza intera. Un tessuto su quattro non passa: troppo delicato, troppo rigido, cambia colore.

La tracciabilità

Dal 2024 ogni nostro capo riporta il lanificio di origine del tessuto. Non è un obbligo di legge, ma ci sembra il minimo: se chiediamo cinquecento euro per una giacca, dovete sapere da dove viene la lana.

Per la maglieria lavoriamo con una filatura biellese per il cashmere e il merino, e con un maglificio a cinque chilometri di distanza per la confezione. Anche questi, li visitiamo. Anche questi, li nominiamo sull'etichetta.